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Autore: betula_stuff

Bacini di laminazione: sono utili in caso di alluvioni?

L’Italia è tra i Paesi maggiormente cementificati in Europa con il 7,13% del territorio nazionale (dati del report SNPA del 2022). A questo elevato consumo di suolo, evidente anche nell’area della Pianura Padana, è collegato al problema dell’impermeabilizzazione del suolo, che, in caso di alluvioni, può aumentare il rischio di inondazioni. I bacini di laminazione possono essere una soluzione a questo problema? In questo articolo scopriremo cosa sono e perchè possono essere utili nel prevenire le inondazioni.

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Perché l’aria della Pianura Padana è così inquinata?

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Perché l’aria della Pianura Padana è così inquinata?
In questo periodo invernale ricorrono spesso gli allarmi sull’inquinamento dell’aria nell’area della Pianura Padana.

A conferma della scarsa qualità dell’aria in questa zona, l’ultimo rapporto annuale dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA) (dati del 2021) evidenzia la Pianura Padana una delle aree con l’aria peggiore d’Europa, con oltre 89 morti ogni 100mila abitanti attribuibili al particolato sottile (PM2.5).
In questo articolo parleremo delle fonti di questo inquinamento e perché la Pianura Padana è tra le zone più inquinate d’Europa.

In una classifica del 2021 sulle città più inquinate d’Europa con più di 50mila abitanti, le prime dieci posizioni italiane sono coperte da centri urbani della pianura Padana: sul podio troviamo Cremona, Padova e Vicenza.

Proprio a Cremona ,nel 2021, una centralina smog ha rilevato la concentrazione media annua più alta di PM2,5 del Paese, con 26 microgrammi al metro cubo, un microgrammo superiore ai limiti Ue e di oltre cinque volte superiore alle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Perchè proprio la Pianura Padana?

Innanzitutto la Pianura Padana è una regione piena di città e molto popolata nonché densamente industrializzata, con la conseguente emissione di grandi quantità di sostanze inquinanti nell’atmosfera. A queste si aggiunge la conformazione geografica del bacino del Po e le condizioni meteorologiche ad essa legate.

Chiusa tra le Alpi e gli Appennini, la Pianura Padana è una regione in cui soffia poco vento e c’è un’alta stabilità atmosferica, ragione per cui le sostanze inquinanti presenti nell’aria ristagnano, non vengono disperse e hanno anche più tempo per reagire tra di loro e formare altri inquinanti. Inoltre, come conseguenza di ciò, quando in Pianura Padana non piove per giorni o settimane, all’orizzonte si vede quella foschia grigia che è causata principalmente dall’inquinamento e, specialmente, dal particolato atmosferico.

Tutto questo contribuisce ad avere un’aria nella Pianura Padana così inquinata.

quali sono le sostanze inquinanti presenti nell’aria?

Nello studio dell’AEA, sono presi in considerazione principalmente tre inquinanti: ossidi di azoto, ozono e particolato atmosferico

  • ossidi di azoto: prodotti principalmente dai veicoli, dagli impianti di riscaldamento e dalle industrie ma anche dall’interazioni di queste sostanze con l’aria.
    Sono pericolosi per la salute perché possono provocare disfunzionalità respiratoria e irritazioni delle mucose ma anche un aumento del rischio tumori.
  • ozono: non è prodotto direttamente dalle attività umane, ma da una serie di reazioni chimiche che avvengono tra gli ossidi di azoto e l’aria.
    Questo inquinante, presente al livello del suolo, può causare danni alla salute, soprattutto per chi è affetto da malattie polmonari.
  • particolato atmosferico: sono i cosiddetti PM, cioè l’insieme delle sostanze solide e liquide sospese nell’aria in particelle piccolissime. La composizione chimica di queste polveri è molto variabile e quello prodotto dalle attività umane proviene principalmente dalle industrie, dai mezzi di trasporto stradali alimentati con i combustibili fossili, e dalla combustione di legna e carbone.
    Quello più pericoloso per la salute è il PM2,5, poichè essendo molto fine riesce ad entrare nei polmoni ed arrivare al sangue.

quali attività sono le maggiori responsabili dell’aumento dei PM nell’aria?

Nelle città le attività umane responsabili della produzione di PM sono:

  • la combustione di biomassa o legna (29%): di stufe e caminetti, ma anche delle pizzerie;
  • la combustione prodotta dai veicoli (36%): proviene direttamente dal tubo di scappamento, anche se grazie alle tecnologie, come il filtro anti-particolato, le emissioni sono state ridotte.
    Una grossa parte del PM viene, invece, prodotto dall’usura di freni, pneumatici e asfalto. Questo sottolinea l’importanza di ridurre i chilometri percorsi in auto!
  • la combustione delle industrie o per il riscaldamento in abitazioni, negozi e uffici

non solo auto e industrie

Inoltre, nella Pianura Padana, un grosso contributo è dato dalle attività agro-zootecniche.
Il numero allevamenti intensivi è superiore alle media nazionale: nel Nord Italia ci sono i ¾ di tutti i capi di bestiame italiani, cioè circa 150 milioni di animali da allevamento.

Queste attività, soprattutto la gestione delle deiezioni zootecniche e l’uso di fertilizzanti, sono la principale fonte della produzione di ammoniaca (NH3), uno dei precursori fondamentali della produzione di particolato secondario.

Lo studio, prodotto dal progetto INHALE , un progetto dell’Università Bocconi, con il Centro Euro‐Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) e Legambiente Lombardia, ha analizzato l’impatto del bestiame sulla qualità dell’aria. Ciò che è emerso è che un aumento di un punto percentuale di bovini determina un aumento dell’1,8% nelle concentrazioni di ammoniaca e dello 0,8% nelle concentrazioni di PM10. Questo sottolinea, quindi, il grande impatto di queste attività.

Un dato positivo da sottolineare c’è. Negli ultimi decenni, infatti, le concentrazioni di inquinanti presenti nell’aria sono diminuite. Sia a livello italiano, che europeo, infatti, i dati raccolti tra il 1990 e il 2012, evidenziano un trend decrescente della presenza di particolato (sia PM10 che PM2,5), che degli ossidi di azoto e dell’ammoniaca nell’aria (come mostra l’Annuario dei dati ambientali 2013 di ISPRA)
Sebbene ci siano questi miglioramenti, rimane il fatto che la qualità dell’aria nel nostro paese è ancora, troppo spesso scarsa, con superamenti annuali dei limiti medi stabiliti dall’UE e dall’OMS.

Se da un lato, quindi, la morfologia, la geografia e le condizioni meteorologiche della Pianura Padana contribuiscono in gran parte alla scarsa qualità dell’aria, un grosso impatto deriva dalle attività umane.

Promuovere l’uso di bici o mezzi pubblici, ridurre gli allevamenti intensivi, usare fonti di energia rinnovabili per il riscaldamento delle abitazioni, sono solo alcune delle azioni che possiamo compiere per limitare l’inquinamento.


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Le nostre azioni contano! – Educazione Ambientale

Educazione Ambientale: le nostre azioni contano!

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Parlando di Educazione Ambientale, non possiamo non parlare di sostenibilità e dell’importanza delle nostre azioni.
Uno degli obiettivi dell’Educazione Ambientale è trasmettere e far comprendere l’impatto delle nostre azioni sul pianeta. Per questo, promuovere una maggiore educazione ambientale all’interno della nostra comunità si traduce nell’assumere un ruolo attivo nella tutela dell’ambiente ed essere un eco-cittadino.

In questo articolo, esploreremo cosa significa essere eco-cittadini e come possiamo agire per un futuro più sostenibile.

cosa vuol dire essere eco-cittadini?

Oggi più che mai la consapevolezza ambientale è sempre più importante. Essere consapevoli e assumersi la responsabilità delle proprie azioni è fondamentale. Dobbiamo sempre più considerare l’ambiente come una parte integrante delle nostre decisioni quotidiane e a cercare di ridurre l’impatto negativo attraverso scelte consapevoli e sostenibili. Soprattutto per migliorare le zone in cui viviamo. Tutto questo si racchiude nel concetto di eco-cittadini.

COSA POSSIAmO FARE?

Essere eco-cittadini richiede impegno nel valutare le nostre abitudini e i nostri comportamenti di tutti i giorni. Dobbiamo ricordare che le nostre azioni contano e ognuno di noi può fare la differenza attraverso scelte quotidiane più sostenibili.
Ecco alcuni suggerimenti pratici di azioni più sostenibili:

  1. Ridurre il consumo di energia
    Si può partire da semplici gesti, come ricordarsi di spegnere le luci non necessarie, fare lavatrici e lavastoviglie cercando di riempirle il più possibile, accendere il riscaldamento o il condizionatore quando si è in casa. Ma è anche importante avere una casa più efficiente dal punto di vista energetico, più isolata e con meno dispersione termica. Infine utilizzare fonti di energia rinnovabile permette di ridurre il nostro impatto sull’ambiente.
  2. Ridurre il consumo di acqua
    Fare docce più brevi, chiudere il rubinetto quando non serve serve, ma anche recuperare l’acqua che si usa per lavare le verdure e premere lo sciacquone del bagno in base alle necessità, aiutano a risparmiare molta acqua.
  3. Ridurre la produzione dei rifiuti
    Ancor più importante del riciclo, la riduzione dei rifiuti è un’azione che può davvero fare la differenza. Evitare imballaggi superflui, come le vaschette di plastica per frutta e verdura, e plastica monouso, usare shampoo e detergenti solidi, acquistare detersivi sfusi, bere l’acqua del rubinetto e usare la borraccia, sono solo alcuni dei gesti che possiamo fare.
  4. Acquistare prodotti a km zero e da agricoltura sostenibile
    Supportare agricoltori locali e scegliere prodotti da agricoltura sostenibile può aiutare a ridurre il trasporto di frutta e verdura e favorire pratiche più rispettose dell’ambiente e che preservino le risorse naturali. Non dimentichiamo di acquistare prodotti di stagione!
  5. Mangiare più vegetale
    È ormai noto l’impatto dell’industria della carne, sia per il consumo di suolo e acqua, sia per le enormi emissioni di gas a effetto serra. Ridurre il consumo di carne e prodotti di origine animale contribuisce a ridurre il nostro impatto sull’ambiente.
  6. Usare la bici o mezzi pubblici
    L’auto è indubbiamente il metodo più pratico e comodo per muoversi, tuttavia sappiamo bene che il suo utilizzo comporta l’emissione di molti gas a effetto serra e altre sostanze nocive. Quando è possibile, per piccoli spostamenti, preferiamo l’utilizzo della bici o in alternativa, usiamo mezzi pubblici come autobus, tram o treni.
  7. Ridurre i nostri acquisti
    Siamo nell’era del consumismo e spesso ci ritroviamo ad acquistare oggetti nuovi che mettiamo in un cassetto dopo pochi utilizzi. Non facciamoci ingannare dalle offerte a tempo, dai saldi o altre promozioni e acquistiamo solo oggetti di cui abbiamo davvero bisogno. Un consiglio: se volete acquistare qualcosa, aspettate 8-10 giorni e chiedetevi se ne avete ancora bisogno. Un’altra accortezza è quella di acquistare secondhand nelle app o nei negozi dell’usato.
  8. Acquistare meno vestiti
    Tra la riduzione degli acquisti sono compresi anche i vestiti. Avrai sicuramente sentito dire questa frase: “costa solo 10 euro, anche se lo uso una sola volta, lo compro”.
    Dovremmo acquistare abiti più consapevolmente: capi che durano nel tempo, evitare la fast fashion, preferire marchi attenti all’ambiente e infine, acquistare capi usati. Hai mai sentito parlare degli swap party?
  9. Partecipare a iniziative locali
    Che si tratti di raccogliere rifiuti, partecipare a una pulizia della spiaggia o piantare alberi, aderire a gruppi di azione ambientale o sostenere organizzazioni locali può aiutare a fare la differenza nella nostra comunità.
  10. Condividere le proprie conoscenze
    Condividere informazioni sull’educazione ambientale con amici, familiari e colleghi è un modo potente per diffondere la consapevolezza e promuovere il cambiamento positivo.
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